Un fantasma

“La consegna del pacco è fallita perché lei risulta sconosciuto”. Così mi ha detto ieri la solerte impiegata di un corriere espresso. E si è pure stupita che l’indirizzo riportato dalla carta d’identità fosse lo stesso che avevano loro sul pacco. Diciamo che è rimasta senza parole. Mi veniva da dirle che forse chi fa le consegne da casa mia non c’era nemmeno passato visto che abito nello stesso condominio da quasi trent’anni. O forse era andato all’indirizzo giusto ma di un’altra città. Chissà… Di consegne da parte di corrieri ne ricevo anche più di una a settimana ma nessuno si sbaglia. Invece per loro ero un fantasma. Quasi. Il 12 novembre infatti ricevo una bella mail in cui si dice che il mio ordine numero ecc. ecc. “è stato preso in carico dal corriere espresso, pertanto da oggi potrà seguire l’andamento della sua consegna cliccando sul proprio codice di spedizione/tracking number (sì sì proprio così un po’ in italiano un po’ inglese) ecc. ecc.”. E ancora: “A partire da questo momento, solo e soltanto l’intestatario ordine potrà utilizzare il tracking number (qui l’italiano è scomparso) sopra indicato per verificare l’andamento della spedizione, avere indicazioni sulla data di consegna,  risolvere immediatamente eventuali problemi circa la consegna mettendosi subito in contatto con ecc. ecc. al numero 199 ecc. ecc.”. Benissimo, vado subito a cliccare e scopro che la “spedizione è stata ritirata ore 14.12” (immagino voglia dire che il corriere ha preso in consegna il pacco da chi me lo ha spedito). Bene, nel giro di un giorno o due  avrò i biglietti del concerto. Grande. Ma… il 16 alle ore 09.19 ricevo un sms: “Vi chiediamo di contattare XXX allo 199 ecc. ecc. per concordare la consegna della spedizione ecc. ecc. ferma al deposito di XXX. grazie”. Allora torno a controllare sul sito e scopro: “Spedizione arrivata ore 08.07” (dove non si sa, poi capisco che è il centro di smistamento per la provincia di Parma), “spedizione in consegna ore 08.45”, “spedizione con indirizzo impreciso – contattare XXX ore 10.48”. In ogni caso chiamo il numero 199 e concordo un nuovo passaggio per il giorno seguente, martedì, al mattino. La giornata però passa senza che nessuno si sia fatto vedere (e infatti sul sito non c’è nessuno riferimento a consegne, nemmeno tentate) e ieri, appunto, richiamo il 199. Ovviamente l’operatore che risponde è diverso. E per tagliare la testa al toro mi offro di andare io a prendere il pacco. Così oltre ai 9 euro e 99 centesimi per spese di spedizione pagate al momento dell’acquisto dei biglietti mi sobbarco 50 chilometri (tra andata e ritorno) per ritirare il pacco. Peccato che a considerarmi un (quasi) fantasma sia solo un corriere espresso. Il fisco l’indirizzo non lo sbaglia mai.

Matteo Billi