In Cammino… per le strade di Alberi

di Francesco Saponara

Francesco Saponara

Cento. Un numero importante, una ricorrenza singolare. Di tutti questi anni, e ne sono passati più di dieci, ricordo tanti aneddoti, ma uno soprattutto. Eravamo all’inizio. Ci dovevamo ancora rodare. Cercavamo iniziative che si facessero leggere. Così con alcuni ragazzi siamo andati ad intervistare gli anziani del paese. I nomi non li ricordo più, ma l’accoglienza e le storie narrate, quelle sì. Ci avevano aperto le porte di casa per spiegarci la loro vita. Noi semplicemente dovevamo ascoltare e poi tradurre in parole scritte. Narrare. Divulgare. C’erano le loro esperienze di vita. Altri tempi. Quelli della guerra e della rinascita. Di quando Alberi era campagna e non succursale di case della Parma europea. Foto in bianco e nero. Aneddoti di periferia senza bus né bar. Piccoli frammenti di emozioni si percepivano dalle loro parole e dai loro sguardi. Di chi a 70 o 80 anni ha ancora voglia di dire qualcosa. Ai giovani, in particolare. Rimembrare ciò che non c’è più. E così è stato. In via Chiaviche, via Langhirano, insomma in giro a scovare storie come si fa, o si dovrebbe fare, nel giornalismo. E chi lo vive da dentro, questo bello e maledetto mondo, ve lo assicuro, sente cose che farebbero rabbrividire chi sta dall’altra parte del giornale: i lettori. Non nascondiamocelo, Parma va avanti a lettere e necrologi, ma c’è del “tanto” in quello che non si legge né si percepisce. Altro, semplicemente. C’è negli angoli della politica, e quante bugie oggi si raccontano pur di far scegliere Pd o Pdl. “E’ la società bellezza”. Una società che perde di vista valori e filosofia (intesa come ricerca della verità). E allora In Cammino era nato proprio così, per ricercare, educare, insegnare e far conoscere. Persone, esperienze e situazioni. Nel suo piccolo è diventato grande. Un gruppo di ragazzi, poi ognuno per la sua strada, che si è incontrato e a volte scontrato. Un manipolo di facinorosi che ha assemblato insieme computer e bozze di articoli. Senza nessuna pretesa. Eppure un piccolo riconoscimento è arrivato anche a noi: giusto dieci anni fa abbiamo vinto il secondo premio del concorso di Vita Nuova per giornalini parrocchiali. Non ci si credeva. Una soddisfazione semplice e genuina. Come le pagine che leggete. Cento di questi numeri, e anche molti di più.

(da “In Cammino”, anno XII, numero 100, dicembre 2008)