Ddl intercettazioni, giornalisti scatenati

Dopo l’approvazione in Senato (ora il testo ritorna alla Camera) del ddl sulle intercettazioni (noto anche con il nome di ddl Alfano, dal ministro proponente) i giornalisti (e non solo) si sono scantenati nei confronti di quella che viene considerata una legge per mettere un bavaglio alla libertà di informare i cittadini. Nonostante siano stati portati dei correttivi alla bozza di partenza è indubbio che il lavoro del giornalista (ma anche di altre categorie legate al mondo della giustizia) viene limitato. Ecco allora spiegata la decisione dell’Fnsi (la Federazione della stampa, il sindacato dei giornalisti) di proclamare una giornata di black out dell’informazione per il 9 luglio prossimo. Nel frattempo però alcuni quotidiani in edicola ieri hanno dato, come si suol dire, fuoco alle polveri. L’esempio più eclatante è quello de la Repubblica che si è presentata ai lettori con una prima pagina bianca con un post-it giallo al centro. Anche La Stampa ha scelto di non scrivere qualcosa in prima: il “Buongiorno” di Massimo Gramellini (in bianco anche Jena a pagina tre). il Fatto Quotidiano, invece, è uscito listato a lutto. Non escluso che nei prossimi giorni vedremo altre forme di protesta. Per il momento mi preme segnalare l’editoriale di Europa che prova a fare un passo in avanti per cercare di cambiare una legge sbagliata, senza a tutti i costi evocare il ritorno al fascismo. E il sito dell’Unci, perché di certo i cronisti sono la categoria di colleghi che più di altri si dovrà confrontare con la nuova legge (una volta approvata in via definitiva dal Parlamento e promulgata dal Capo dello Stato).

Matteo Billi