Giornalisti, venerdì e sabato il referendum (consultivo) sul nuovo contratto Fieg-Fnsi

Giornalisti alle urne. Alzino la mano quanti colleghi lo sanno. Uno… due… quattro… dieci… trentuno… sessantaquattro… A cento ci arriviamo? Spero di sì anche se dubito (sono pessimista di natura).

Venerdì 26 e sabato 27 settembre, dalle 10 alle 19, si può esprimere – tramite referendum consultivo (per la validità è necessario il 50% + 1 degli aventi diritto) – il proprio giudizio in merito al nuovo contratto Fieg-Fnsi. Sgombriamo subito il campo dai dubbi dei giovani, dei non contrattualizzati, dei pubblicisti: hanno diritto di voto tutti i colleghi, attivi e pensionati, anche non iscritti al sindacato, purché abbiano una posizione Inpgi.

A proposito di rappresentanza sindacale, facciamo anche un po’ di numeri – con l’aiuto della collega Stigliano – e sfatiamo le dicerie secondo cui al sindacato siano iscritti la minoranza dei giornalisti italiani: la Fnsi rappresenta il 50% di dipendenti e pensionati e oltre il 28% dei precari. Percentuali nettamente migliori di quelle che possono vantare Cgil, Cisl e Uil. Leggere per credere.

Cliccando qui trovate le informazioni dettagliate per i colleghi emiliano-romagnoli che hanno a disposizione soltanto il seggio di Bologna (tutt’altro che comodo).

Come si è arrivati al referendum
L’accordo per il rinnovo del contratto è stato approvato dal Consiglio nazionale dell’Fnsi il 10 luglio 2014. Il 24 luglio, la Giunta della Federazione della stampa, preso atto di quella decisione, ha deliberato che l’accordo sottoscritto tra le parti il 24 giugno 2014 sia sottoposto a referendum.

Il giudizio sul nuovo contratto…
Di pareri sull’ultimo rinnovo contrattuale se ne trovano sul web tanti. Ve ne consiglio due: quello di Giancarlo Tartaglia, direttore dell’Fnsi, che trovate qui; quello di Daniela Stigliano, vicesegretario nazionale Fnsi, che metto qua.

…e quello sul referendum
Una elevata partecipazione sarebbe anche un recupero di dignità da parte di una categoria che, per varie ed anche giustificate ragioni, ne ha persa molta. Noi giornalisti ci permettiamo spesso di criticare ora questa ora quella categoria, senza, di fatto, in molti casi, averne né i titoli morali, né la preparazione culturale e tecnica che giustifichi queste “lezioni”.
Il vincolo del 50% + 1 è un modo per rendere un istituto consultivo vincolante. Chiunque vincesse il prossimo congresso della Fnsi, che avrà luogo a fine gennaio 2015, sarebbe, di fatto, vincolato a rispettare un voto espresso da oltre la metà dei colleghi che svolgono effettivamente attività giornalistica.

Qui invece potete trovare quanto ha scritto lo scorso 28 luglio, Carlo Muscatello, presidente dell’Associazione stampa del Friuli-Venezia Giulia, che è tra i dirigenti dell’Fnsi che hanno approvato il Contratto, ma che in tema di referendum annuncia che non parteciperà alla votazione.

E voi andrete a votare?

 

Matteo Billi