Nuova stazione di Parma, 11 anni oltre l’immaginazione

“Immaginatevi di poter passare in auto sotto i binari della stazione. Immaginatevi anche di raggiungere via Trento da via Europa, e viceversa, percorrendo via Monte Altissimo. Immaginatevi ancora via Brennero a quattro corsie, due per ogni senso di marcia, con un’aiuola spartitraffico al centro. E, soprattutto, immaginatevi l’ingresso della stazione su via Alessandria. Certo, oggi come oggi, si fa fatica. Fra qualche anno, entro il 2009 stando ai piani dell’Amministrazione comunale, saranno comportamenti abituali nella zona Nord della città. Alcuni isolati tra viale Bottego, via Europa, via Brennero, via Pasubio e via Palermo”.

È l’attacco della mia inchiesta pubblicata sul settimanale Vita Nuova del 12 luglio 2003 in merito al progetto di riqualificazione della stazione di Parma e del quartiere circostante. Rileggere queste cose a distanza di (quasi) 11 anni fa un certo effetto. Ancor di più pensando all’inaugurazione della nuova stazione ferroviaria il 6 maggio 2014, quattro anni e mezzo oltre le previsioni. E che questo taglio del nastro riguarda solo una piccola parte del comparto che doveva essere riqualificato con il progetto voluto dal sindaco Elvio Ubaldi (in carica dal 1998 al 2007). A proposito chissà se qualcuno ha pensato di invitarlo… perché piaccia o meno il merito è anche suo.

Qui di seguito altri due passaggi del mio articolo (in calce al post trovate il pdf completo) che raccontano l’idea alla base del progetto (unire due quartieri della città divisi dalla ferrovia) e che raccontano una Parma che avrebbe dovuto esserci ma che probabilmente non ci sarà mai (v. metropolitana).

“«La nostra idea di base — spiega Daniele Galvani, assessore all’Urbanistica del Comune di Parma (nel 2003, nda) — è quella di riqualificare il territorio urbano della città. La ferrovia e la stazione rappresentano un taglio netto tra due zone e il nostro progetto ha il compito di ricucire lo strappo». Per farlo è stato scelto un architetto spagnolo, Oriol Bohigas. «Una scelta fatta dal sindaco ma che mi vede perfettamente d’accordo. Bohigas ha dimostrato grandi capacità professionali e l’opera di riqualificazione del porto di Barcellona, in occasione delle Olimpiadi del ’92, ne è un esempio»”.

“Infine i tempi degli interventi. «Per quanto riguarda la zona di via Pasubio siamo più avanti perché la Stu (Società di trasformazione urbana, ndr) necessaria per gestire e realizzare l’intervento di riqualificazione è già pronta ed entro il 2006 i lavori dovrebbero essere terminati», spiega Galvani. Tempi più dilatati, invece, per il comparto stazione in quanto gli scavi sotto i binari verranno effettuati senza interrompere il transito dei convogli in superficie e quindi usando una particolare cautela. «Inoltre approfittiamo degli scavi anche per predisporre le basi della metropolitana leggera». Un percorso di attraversamento della città da Nord a Sud lungo tredici chilometri e diciotto fermate. Con i due capolinea al Centro Torri e al Campus, più una deviazione per l’aeroporto. Il tutto passando sotto il quartiere San Leonardo. Un altro passo oltre l’immaginazione”.

Ho provato all’epoca a immaginarmi come sarebbe stata la nuova stazione e la città del secondo decennio del Duemila. Ammetto di essermi fatto un’idea molto diversa. Ma forse è proprio questo il bello.

Bohigas, la prova abitanti

 

Matteo Billi