Fondi editoria, interrogazione del senatore Pagliari per le testate del no profit

Quando lo scorso 18 marzo ho letto sul sito del Forum delle associazioni familiari (vedi qui) l’intervento che Francesco Zanotti – presidente della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) – aveva scritto il giorno prima (lo trovate qui) in merito ai problemi di sopravvivenza delle piccole testate per gli scarsi contributi all’editoria, il primo pensiero è stato condividere tramite social network la sua presa di posizione. Il secondo di cercare di farlo in modo mirato.

Così ho prodotto questo tweet:

Tweet contributi editoria

Nessuna risposta e nessun RT nell’immediato.

Fino a oggi, quando poco dopo le 17 ho ricevuto due mail dallo staff del senatore Giorgio Pagliari (Pd): una con l’interrogazione fatta in data 20 marzo al Presidente del Consiglio, l’altra con il relativo comunicato stampa.

Riporto di seguito il comunicato e in calce al post l’interrogazione integrale:

È volta a chiedere maggiori tutele per l’editoria no profit, riservando maggiori contributi alla stessa e sventando il rischio, oggi assai concreto, di chiusura per molti periodici la nuova interrogazione parlamentare presentata in questi giorni dal senatore del Partito Democratico Giorgio Pagliari, che ha così accolto l’appello lanciato nelle scorse settimane da editori, giornalisti ed esponenti della società civile, tra cui il presidente della Federazione italiana settimanali cattolici Francesco Zanotti. Nello specifico, nell’interrogazione si ricorda come il Decreto-Legge n. 63 del 18 maggio 2012 preveda, per le imprese editrici di periodici che risultino esercitate da società la cui maggioranza del capitale sociale sia detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali che non abbiano scopo di lucro, la destinazione di risorse complessive siano pari al 5 per cento dell’importo stanziato per i contributi diretti alla stampa, ma anche come in soli due anni la cifra destinata si sia ridotta di quasi i due terzi. Un colpo durissimo per la miriade di piccole realtà sparse per il paese e che ogni giorno devono fare i conti con la crisi del settore e con le difficoltà imposte dalla crisi economica. «È  a rischio il pluralismo dell’informazione – afferma il senatore Pagliari – Oggi garantire l’esistenza di queste realtà editoriali significa non solo difendere posti di lavoro, ma soprattutto per i cittadini la possibilità di scegliere tra voci diverse, e la pluralità di voci è la base stessa di una democrazia». In particolare, nella interrogazione presentata dal senatore Pagliari e indirizzata alla Presidenza del Consiglio si chiede di valutare un incremento immediato della cifra destinata a queste testate dal 5 per cento al 7 per cento, una misura che, senza costi per lo Stato, porterebbe alle stesse grandi benefici e anzi potrebbe rappresentare per alcuni l’unica possibilità di sopravvivenza.

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Matteo Billi