Un giornale dai titoli rossi: è nato pagina99. Sede a Roma, stampa a Piacenza

La nascita di un nuovo giornale è sempre positiva. Ancora di più se si tratta di un quotidiano disponibile oltre che su tablet e in internet anche in formato cartaceo.

Il primo numero di pagina99 (tutto minuscolo) è uscito martedì 11 febbraio 2014. Edito dalla Finam Media srl, ha sede a Roma (la testata è stata registrata il 30 ottobre 2013) e per direttore responsabile Emanuele Bevilacqua (condirettore è Roberta Carlini e vicedirettore Jacopo Barigazzi). Curioso che sia stampato invece al nord e in particolare a Piacenza nel Centro Stampa Editoriale Libertà.

la copertina del primo numero di pagina99
la copertina del primo numero di pagina99

Esce dal martedì al venerdì con 16 pagine – ogni numero costa 1,50 euro – mentre nel fine settimana, numero da 56 pagine – lo si trova sabato domenica e lunedì – ne costa il doppio. Come detto all’inizio è possibile leggerlo sia sui tablet sia sul computer. Sono previsti anche esingle di approfondimento per i temi che necessitano di maggior spazio (il primo lo si può scaricare gratuitamente qui).

Difficile avendone letto un solo numero – e per giunta quello indicato da anno 1 numero 1 – dare un giudizio completo su un quotidiano che si definisce, come scritto sotto la testa, “di economia e cultura“.

Un paio di valutazione però mi sento di farle. Un euro e mezzo per 16 pagine (per quattro giorni) e 3 euro per l’uscita del weekend paiono un tantino troppi. Capisco che i costi per stampare e distribuire un giornale siano alti ma così, un quotidiano di soli approfondimenti – per quanto le notizie di cronaca arrivino da ogni parte – rischia di essere letto soltanto dagli addetti ai lavori.

Bella idea la possibilità di continuare la lettura sul web di un articolo pubblicato sul cartaceo come nel caso di quello su Confindustria pubblicato nel numero 1, scritto da Cristina Giudici. Peccato solo che nonostante la dicitura in calce “da oggi su www.pagina99.it una versione estesa dell’articolo con gli intrecci Confindustria/politica anche in altre regioni” non vi sia traccia dell’articolo sul portale internet.

Qui trovate un commento all’edizione del fine settimana su Artribune.

Di seguito infine qualche (auto)citazione di chi ha disegnato un giornale con i titoli rossi (e tutti in minuscolo) e che sottoscrivo:

“Sul destino della carta è difficile fare pronostici; le logiche progressive dell’elettronica la vorrebbero già bella e morta, ma non tutti i lettori, specie quelli forti, sono d’accordo. Anche perché la carta funziona senza corrente elettrica e questo fatto la mantiene un’invenzione imperfettibile, come la ruota o il chiodo. Non si tratta di una battaglia tra carta e digitale. È anzi credibile che leggeremo sempre più su supporti molteplici. In questo senso pagina99 è anche un esperimento affascinante in un momento di transizione mediale e culturale. Perché al dunque, font, colori, carte e layout sono solo strumenti. Quello che conta è la storia da raccontare”.

E ancora:

“Ma in verità, al di là della citazione chic, ho scelto il minuscolo per una sua virtù pratica: il minuscolo impone infatti ai titoli un tono continuo, a nastro, facendoli apparire come frammenti di un discorso più ampio. E rimanda così al web dove tutto è stralcio e dove, ogni giorno di più, tendiamo a scrivere senza interruzioni”.

Per chi vuole leggersi tutti i retroscena può cliccare qui.

Buona stampa a tutti! E in bocca al lupo a pagina99!

Matteo Billi