L’Onu attacca la Chiesa, tregua finita tra mondo e papa Francesco?

Ingerenza è il termine che ricorre più dei frequente negli articoli a commento del dossier reso noto mercoledì 5 febbraio 2014 dal Comitato per i diritti del fanciullo (che fa capo all’Onu) riguardo le “Osservazioni conclusive sugli esaminati rapporti della Santa Sede e di cinque Stati parte alla Convenzione sui diritti del fanciullo (Congo, Germania, Portogallo, Federazione Russa e Yemen)”. Ma da più commentatori sono arrivati anche affermazioni ben più forti: «feroce attacco», «guerra», «tregua finita».

Il problema infatti non è dato tanto dalle osservazioni in tema di battaglia contro la pedofilia – per quanto il dossier pare non tenere conto di tutto quanto la Chiesa ha fatto e sta facendo negli ultimi anni a partire dal pontificato di Benedetto XVI – quanto perché l’Onu consiglia (impone?) di rivedere le sue posizioni teologiche e pastorali nei confronti di aborto e omosessualità.

La netta presa di posizione nei confronti di queste “raccomandazioni” è arrivata da più parti, qui di seguito una rassegna stampa che non vuole (e non può essere) esaustiva ma che può aiutare a capire i motivi di questo attacco alla Chiesa e al cattolicesimo.

Il Foglio - Prima pagina on line 06-02-14 Il Foglio sul portale internet dedica una foto a tutta pagina (che ho riprodotto qui accanto perché nel corso della giornata è cambiata, sostituita da altre notizie) con un titolo che non lascia spazio alle interpretazioni: «Finita la tregua tra mondo e Francesco». In particolare nel commento del direttore Giuliano Ferrara (disponibile a inizio mattina solo per gli abbonati e poi reso pubblico) si legge: «Dicono che il comitato Onu che ha sferrato un feroce attacco alla chiesa cattolica è composto di esperti indipendenti. Non esistono in queste materie affrontate dal comitato, pedofilia aborto contraccezione omosessualità, esperti indipendenti. L’Onu è un pozzo di dipendenza ideologica, perfino tossica, dall’ideologia del contemporaneo: le accuse indiscriminate di pedofilia e di protezione canonica della pedofilia del clero sono una bugia statistica, che converte in comportamenti pandemici le devianze sessuali abusive dei bambini di una infima frazione del medesimo» (tratto da “Finita la tregua tra mondo e Francesco“) .

Su Avvenire che apre l’edizione cartacea con il titolo “Pedofilia, boomerang Onu“, scende il campo il direttore Marco Tarquinio con un editoriale che trovate sia sulla prima pagina del giornale cartaceo che sull’home page del sito. Mi limito a riportare un passaggio che giudico significativo (ma vi invito a leggerlo tutto): «Davvero qualcuno pensa di riuscire a far passare l’idea che l’eliminazione di un bambino non nato o la sua manipolazione in laboratorio sia un “diritto” del bambino stesso? Davvero qualcuno progetta di imporre alla Chiesa di rinunciare a una parte del suo umanesimo? Davvero qualcuno ritiene di poter intimare il silenzio a una Chiesa che, nonostante gli errori di alcuni suoi figli (e nessuno è mai perduto, qualunque cosa decida la giustizia umana, se ripara il male fatto e chiede perdono), sta tenacemente dalla parte dei “piccoli”?» (tratto da “Difendere i piccoli. Una scelta senza ombre“).

Il Corriere della Sera mette un piccolo richiamo in prima dell’edizione cartacea e lascia lo spazio al commento di Luigi Accattoli nella pagine interne (pag. 15). Riporto un breve passaggio: «L’invadenza dell’ideologia è evidente nei rilievi riguardanti l’omosessualità, l’aborto, l’identità di genere, la contraccezione. Affermare che la Chiesa Cattolica debba rivedere la propria dottrina e il proprio codice riguardo a queste materie perché essi confliggono con i convincimenti dei componenti di un comitato delle Nazioni Unite – ovvero: con l’interpretazione che questo comitato dà a documenti Onu – appare fuori di verosimiglianza» (tratto da “Ma la Chiesa ha cambiato da anni la sua rotta”).

La Repubblica oltre all’articolo di Marco Ansaldo (“Pedofila, dall’Onu dura accusa al Vaticano“) dà spazio – con inizio in prima pagina e sviluppo a pagina 24 – a un commento di Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose. Anche in questo caso un passaggio che giudico significativo prima di indicarvi dove potete leggere l’intero testo: «Come si può, parlando di difesa dei minori, passare a rimproverare alla chiesa cattolica la sua posizione fermamente contraria all’aborto? E cosa ha a che fare il tipo di approccio teologico o pastorale all’omosessualità con la depravazione della pedofilia? E a qualche altro stato membro ed osservatore presso l’Onu si chiede esplicitamente di cambiare la propria costituzione o il codice civile o penale, come si fa con la Santa Sede pretendendo che modifichi il codice di diritto canonico? (…) Francamente ci saremmo aspettati da organismi internazionali una più attenta ricerca della verità e un’intelligente lotta contro il mancato riconoscimento dei diritti dei minori» (tratto da “La denuncia e l’ingerenza“, La Repubblica edizione cartacea nazionale del 6 febbraio 2014, pagg. 1 e 24)

Qui altri articoli tratti dalla rassegna stampa quotidiana del Forum delle associazioni familiari:

Il Messaggero: “L’anatema delle Nazioni Unite” e “Pedofilia, dure accuse al Vaticano

Libero: “L’Onu vuol costringere il Papa a sposare i gay

La Stampa (con Andrea Tornielli): “La Santa Sede non ci sta: pressioni di ong pro gay

Il Giornale: “Coprono orrori e tiranni. Si risparmino la predica

Qui i due approfondimenti che dedica La Nuova Bussola Quotidiana:

L’Onu dichiara guerra alla Chiesa” e “I bambini sono un pretesto per attaccare la Chiesa

Matteo Billi