Giornalisti, Autonomia e Solidarietà: prendere atto dei cambiamenti e dare risposte adatte

Ricevo e volentieri pubblico:

Ecco il comunicato conclusivo dell’assemblea nazionale di Autonomia e Solidarietà, con preghiera di diffusione.

Un difficile e complesso rinnovo contrattuale, il nodo dell’equo compenso giornalistico, l’ennesimo tentativo di riforma dell’Ordine, tutto nel mezzo di una crisi che non ha ancora finito di dispiegare i suoi drammatici effetti sulla categoria. Questi i temi al centro del dibattito dell’assemblea nazionale di Autonomia e Solidarietà svoltasi in provincia di Milano.

Le complesse negoziazioni sul rinnovo dei Cnlg, per altro ancora ferme alla fase iniziale, richiede, secondo Autonomia, un forte e articolato coinvolgimento della categoria, a partire da un’immediata convocazione delle Commissioni Nazionali Contratto che rilancino la centralità di occupazione, qualità dell’informazione e dignità del lavoro giornalistico. Strettamente correlato al tema del contratto è il nodo dell’Equo Compenso che, afferma Autonomia, ha il compito di dare positive risposte al mondo del lavoro parasubordinato e autonomo, mettendo fine allo sfruttamento selvaggio di migliaia di colleghe e colleghi e aprendo la strada a politiche inclusive.

Un sistema di soluzioni che deve riguardare tutti i giornalisti che non hanno un rapporto di lavoro dipendente. La crisi di rappresentanza di cui soffre tutto il mondo sindacale, anche quello dei giornalisti, si supera soltanto ritrovando un profondo legame fra le ragioni ideali e la pratica quotidiana, prendendo atto una volta per tutte dei mutamenti avvenuti in questi anni e varando nuove politiche sindacali adatte a dare risposte a una categoria profondamente cambiata.

Un cambiamento determinato dalla trasformazione anche tecnologica del settore, dalla precarizzazione e dalla congiuntura economica, oltre che dall’inadeguatezza normativa che deriva dalla legge istitutiva dell’Ordine dei Giornalisti n.69 del 63. In questo senso Autonomia e Solidarietà ha discusso anche  del proprio ruolo e delle ragioni stesse della propria esistenza. E’ oggi necessario costruire un più ampio movimento radicalmente innovativo delle giornaliste e dei giornalisti italiani che rilanci l’azione del sindacato, superi vecchie incrostazioni burocratiche e dia risposte concrete alla crisi della professione e alle conseguenti difficoltà degli organismi dirigenti di categoria a tutti i livelli.

In questo Autonomia conferma la centralità delle sue battaglie a difesa del pluralismo dell’informazione, attraverso una revisione delle leggi di sistema, l’adozione di un Freedom of information act, la promulgazione di uno statuto dell’impresa editoriale e un rilancio della missione di servizio pubblico della Rai, incentrato sui valori della qualità, in vista del rinnovo della concessione nel 2016.

Costruire un “ecosistema dell’informazione” significa oggi mettere la funzione di servizio democratico dei giornalisti al riparo dai conflitti di interesse, dalla precarizzazione, dall’invadenza della politica, dei poteri economici e della finanza, e dalle intimidazioni e aggressioni giudiziarie o fisiche. La componente incarica il Coordinamento di organizzare una assemblea nazionale entro marzo per un aggiornamento dell’esame delle vertenze contrattuali alla luce dei provvedimenti che nelle prossime settimane verranno presi su equo compenso e regolamentazione dei sostegni all’editoria, oltre agli sviluppi di rilievo economico delle trattative contrattuali. In quella sede si avvierà la nuova campagna per la riforma dell’Ordine.

Matteo Billi