Ordine giornalisti, seggi aperti ma non troppo

È proprio vero che in Italia non sempre volere è potere quando ci si scontra con la burocrazia di leggi anacronistiche. Ci sono voluti decenni per togliere le macchine da scrivere dall’esame per giornalista (a fine 2007 credo di essere stato uno degli ultimi a usarla) e chissà quanti anni ci vorranno ancora per portare il voto elettronico alle elezioni del Ordine – mentre per Inpgi, Casagit e Fondo complementare è già una certezza – e per permettere orari dei seggi più flessibili. La liberalizzazione dell’apertura nel commercio per qualche collega è una conquista irrinunciabile ma tenere aperti qualche ora di più due seggi è una violazione delle norme scritte (50 anni fa).

In ogni caso qui di seguito trovate il comunicato stampa dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna con i nuovi orari di apertura (diverso rispetti alla lettera arrivata a casa a tutti gli iscritti) e le spiegazioni del presidente uscente Gerardo Bombonato.

A parziale modifica di quanto indicato nella circolare già inviata a tutti gli iscritti si vota:
DOMENICA 19 maggio: dalle ore 10,30 alle ore 15,30 LUNEDI’ 20 maggio: dalle ore 10 alle ore 13
DOMENICA 26 maggio: dalle ore 10,30 alle ore 15,30 LUNEDI’ 27 maggio: dalle ore 10 alle ore 13

Restano invariate sedi (a Bologna in strada Maggiore 6, a Cesena all’Hotel Alexander in via Carlo Marx 10 e a Parma all’Hotel Toscanini in via Toscanini 3) e modalità di voto e rimane valido il certificato elettorale contenuto nella circolare inviata per posta.

Questi i motivi che hanno portato alla riduzione dell’orario di voto:

«Le abbiamo provate tutte nell’intento di aumentare e incentivare la partecipazione alle elezioni dell’Ordine. Purtroppo con esiti assai poco incoraggianti. Dall’unico seggio di Bologna, negli anni, siamo passati a tre dislocati con scelta strategicamente geografica in Romagna e nell’alta Emilia. Quasi tutti i capoluoghi di provincia sono stati di volta in volta designati sede di seggio. Alle ultime elezioni, tre anni fa, il precedente Consiglio decise addirittura l’apertura di ben cinque seggi. Purtroppo, in termini di partecipazione, il risultato non fu granché superiore al passato. Quest’anno abbiamo scelto di tenere aperti i seggi anche nella mattinata di lunedì, oltre alla domenica, come di consueto. Un’opportunità in più. Un aumento degli orari di voto per chi magari, di domenica è “fuori porta” e non fa in tempo a rientrare entro le 18. Una finestra in più in un giorno feriale prima di recarsi al lavoro.

Nel nostro slancio di “apertura” siamo stati ingenui. Pensavamo di allargare i diritti degli elettori, certo non diminuirli. E così abbiamo inviato le convocazioni a tutti gli iscritti. Alle 8 ore della domenica di voto si aggiungevano le 4 del lunedì. Mal ce ne incolse. Qualcuno più in alto ci ha rammentato che la legge è legge e non bastano le buone intenzioni. E aggrapparci, come facciamo da lustri, al fatto che la legge è vecchia e va cambiata, non ci giustifica e non ci assolve. E la norma del ’63 parla di 8 ore complessive. Punto. Insistere potrebbe significare esporsi a un ricorso con il rischio evidente di invalidare l’esito elettorale.

Siamo già stati criticati per aver ridotto i seggi, rispetto al passato, da 5 a 3. Non è stata una scelta, ma una necessità. Anche questa imposta dalla legge che ci impone un massimo di tre seggi. Un esempio: Ordini assai più numerosi del nostro (Milano, 26mila iscritti) allestiscono un unico seggio nel capoluogo regionale. Se mai un giorno arriveremo a una riforma ordinistica vera ricordiamoci (e se ne ricordi il Consiglio nazionale) che, fra le tante cose da “aggiornare”, c’è anche il sistema elettorale che nel Terzo Millennio non prevede il voto elettronico o per corrispondenza. Così come è stato per l’esame professionale che, fino a qualche anno fa, avveniva ancora con la macchina per scrivere.

Chiediamo perciò scusa agli elettori e rientriamo nei ranghi rimodulando l’orario nei termini previsti, ricordando che il primo turno ”utile” per votare è domenica 19 e lunedì 20. Mi sia inoltre consentito fare appello a tutti gli iscritti  perché si rechino alle urne ed esercitino il loro diritto di voto. Buon lavoro» (Gerardo Bombonato)

Matteo Billi

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