Dove sono i giornalisti?

E’ di ieri la notizia che (alcuni) sindaci dell’Emilia Romagna esprimono solidarietà a Vasco Errani “oggetto di un attacco diffamatorio da parte di un organo di stampa”. Il riferimento è all’inchiesta de Il Giornale dal titolo Il metodo Emilia: soldi e favori al fratello del capo (pubblicato il 17 ottobre).  Ricapitoliamo. E’ lecito che la Repubblica ponga domande scomode al presidente del Consiglio ma non che il quotidiano diretto da Vittorio Feltri faccia altrettanto con un presidente della Regione del Pd. I politici sono comuni cittadini oppure no? Ieri sera a Ballarò esponenti del centrosinistra erano indignati dal fatto che il Pdl stia cercando di reintrodurre l’immunità parlamentare prevista nella Carta Costituzionale (art. 68, modificato nel ’93) dopo la bocciatura del lodo Alfano. Possiamo essere d’accordo ma non abbiamo ancora capito se la Costituzione può essere o meno modificata. E nel caso se lo possono fare soltanto gli eredi dei padri costituenti o chiunque sieda in parlamento. Ma torniamo al discorso sul modo di fare giornalismo. Ieri sera Le Iene sono tornate sulla vicenda dei cosiddetti “borghettari” che vendono caffè corretto davanti allo stadio Olimpico di Roma in barba a qualsiasi divieto. Anche Le Iene ci hanno provato ma sono state individuate e multate da solerti vigili in borghese che hanno comminato alla iena di turno una multa di 10mila euro (poi ridotta a 5mila). Le Iene sono tornate sul luogo del misfatto e hanno intervistato due vigili che stavano a poche centinaia di metri dai “borghettari” senza far nulla perché impegnati in altro servizio. Tutto normale? In Italia sì. E i giornalisti, quelli che come unico padrone dovrebbero avere i lettori,  dove sono? Impegnati a farsi la guerra per difendere i politici di turno.

Matteo Billi